venerdì 31 luglio 2020

Fonte Voce di Mantova del 31 luglio 2020
L’Oltrepo non può attendere oltre
Servono risposte sul ponte sul Po
Malavasi: “Dopo 7 anni siamo nella stessa incertezza ma con 30mln di denaro pubblico stanziati e nessuno che se ne prende la responsabilità”
QUISTELLO - -Un ponte, quello di San Benedetto Po, che sta ormai cambiando e ridefinendo stili di vita delle persone e del territorio in cui vivono. Un’infrastruttura per cui ormai sempre più si fatica a vedere un lieto fine con la sola certezza che ciò che sembra, per ora, non destinata a cambiare è la difficoltà con cui le persone, ormai da anni, si trovano a dover fare i conti. « L’Oltrepo Mantovano non può attendere oltre una risposta in merito al ponte di San Benedetto Po - esordisce
il sindaco di Quistello Luca Malavasi -. I cittadini non possono essere ostaggio di un’infrastruttura di cui non si conosce il destino e la cui chiusura completa al traffico può avvenire in concomitanza di una normale piena del fiume Po. L’incertezza circa la fruibilità del Ponte ha cambiato abitudini, scuole superiori di destinazione, località di residenza, la possibilità di vedere insediamenti commerciali e produttivi, non solo a San Benedetto, ma in un territorio molto più vasto». Una situazione, che causa ponte danneggiato, si protrae ormai da anni come ricorda Malavasi riportando alla mente un reportage del Corriere della Sera, datato 2013, che raccontava l’odissea degli studenti costretti a recarsi a Mantova in autostrada: «oggi, dopo 7 anni, siamo nella stessa situazione di incertezza, con la differenza che le risorse sono state stanziate, 33milioni di denaro pubblico, ma non si riesce a fare proseguire i lavori, con un rimpallo di responsabilità - apprendiamo dai giornali - tra la stazione appaltante, Provincia di Mantova, e la ditta assegnataria dei lavori, Toto costruzioni». Tentennamenti, attese e rimpallo di responsabilità a cui Malavasi chiede di mettere la parola “fine”, nonchè «chiarezza ed una soluzione per costruire il ponte. Le comunità, rappresentate dai sindaci,
l’hanno detto a gran voce, in tutte le sedi possibili. Ed invece, la Provincia evita gli incontri, dà una mezza versione sulla stampa, dall’azienda ne arriva un’altra. Gli amministratori locali non sono informati. Questo atteggiamento è irrispettoso, non nei riguardi dei sindaci, ma di tutti noi cittadini, che con il nostro lavoro abbiamo contribuito a mettere da parte quei 30milioni di euro che oggi il sistema pubblico non riesce ad investire». Una situazione già di per sè grave ed ora aggravata dal fatto che «nessuno avrà la responsabilità di quanto sta accadendo, perché tutti possono nascondersi dietro al rispetto delle regole; intanto, mentre la politica che conta si volta dall’altra parte, un territorio muore. I suoi abitanti se ne vanno. Stiamo ricostruendo - conclude Malavasi - case e palazzi dal sisma, spendendo altri milioni di soldi pubblici, costruendo strutture che resteranno per sempre vuote».

25 luglio 2020 diretta Facebook

https://www.facebook.com/1196260423/videos/10220478077600743/
Foto fatte il 27 luglio 2020 da
Lavagnini Vicky Paolo
... 10.000.000 che andrebbero in fumo con la rescissione del contratto








Fonte Gazzetta di Mantova del 26 luglio 2020
Attesa per i funerali
Sul web ponte nel mirino

Moglia - Restano ancora da fissare le esequie per Walter Maimone, 43 anni, residente a Moglia ma domiciliato da qualche tempo a Roncoferraro, morto sull'ambulanza mentre medici e infermieri stavano cercando di rianimarlo. L'incidente è avvenuto mercoledì sera, poco dopo le ventidue. È a quell'ora che Maimone alla guida della sua Fiat Bravo percorre la provinciale Romana proveniente da Bagnolo San Vito con direzione San Benedetto Po. Finisce contro i varchi d'accesso del ponte. Varchi che sono nel mirino dei social. «La zona è poco illuminata» segnalano in molti. Dal lato di San Benedetto a tre anni dalla richiesta di cittadini, amministrazione comunale, Confesercenti e Confartigianato, due lampioni sono stati messi proprio il giorno dopo lo schianto mortale. Cosa che ha fatto pensare a molti qualcosa di più di una coincidenza. Ma le critiche si sono comunque concentrate sulla necessità di finire i lavori del ponte, sospesi da mesi per il contenzioso fra appaltante Provincia e appaltatore Toto

sabato 25 luglio 2020

Confermiamo che le luci sono state installate giovedì, abbiamo delle foto e video che lo posso dimostrare. Non capiamo lo scopo di dire il contrario, dalle stesse foto dei giornali sull'incidente si vede che non c'erano
Fonte Gazzetta di Mantova del 25 luglio 2020
Morto sul ponte, è polemica
«Solamente ora messe le luci»
Accusa del presidente di Confcommercio, Barbi, che ha visto i lampioni a led attesi per anni sul lato di San Benedetto
San Benedetto Po - La salma di Walter Maimone, il macellaio 43enne morto dopo essere finito con la sua auto contro le strettoie del ponte di San Benedetto Po, è ancora sotto procura. Il magistrato non ha ancora concesso il nulla osta per la sepoltura. Nel frattempo la polizia stradale, intervenuta sull'incidente, sta ultimando i rilievi che chiariranno la dinamica del letale sinistro. E intanto scoppia la polemica. Il presidente della Confcommercio di San Benedetto Po, Dino Barbi, osserva come soltanto giovedì pomeriggio, attorno alle 18, a poche ore dall'incidente mortale avvenuto mercoledì sera poco dopo le 22, gli operai della Provincia abbiano installato, sulla strettoia del ponte dalla parte di San Benedetto, due lampioni a led. «Una coincidenza? - commenta Barbi -. Sono anni che come Confcommercio, ma anche a nome di Confesercenti e dei cittadini, chiediamo che l'ingresso al ponte venga illuminato a dovere». Il presidente della Provincia, Beniamino Morselli, ribadisce invece che i lampioni sono lì da tempo.L'incidente, è bene precisarlo, è avvenuto sul lato di Bagnolo del ponte. Maimone, 43 anni, residente a Moglia ma domiciliato da qualche tempo a Roncoferraro, è morto sull'ambulanza mentre medici e infermieri stavano cercando di rianimarlo. Era alla guida della sua Fiat Bravo e percorreva la Romana proveniente da Bagnolo verso San Benedetto Po. Difficile stabilire che cosa possa essere accaduto in quella manciata di minuti che lo hanno portato alla morte. Forse un colpo di sonno che potrebbe averlo indotto a schiacciare inavvertitamente l'acceleratore aumentando in modo letale la velocità. Di certo il 43enne stava andando forte. E quando è andato a sbattere contro lo spartitraffico, l'auto si è aperta. Pezzi di lamiera ovunque e lui già agonizzante all'interno dell'abitacolo accartocciato. La vettura, dopo il primo urto, è andata a sbattere contro un guard rail alla sua destra, danneggiandolo e facendo schizzare altri pezzi di lamiera. Forse l'uomo non aveva le cinture.
Gol©