giovedì 9 luglio 2020

Oggi abbiamo partecipato alla riunione indetta da Regione Lombardia con Provincia di Mantova, i Sindaci di San Bendetto Po, Bagnolo San Vito, Quistello, Borgo Virgilio, il Prefetto e CCIAA di Mantova per fare il punto sulla situazione di stallo dei lavori del ponte. A breve Regione convocherà un nuovo tavolo a cui sarà invitata a partecipare anche la Toto.



mercoledì 8 luglio 2020

Fonte Gazzetta di Mantova del 8 luglio 2020
Ponte ancora in stallo
Imprenditori sfiniti: «Ora tocca al ministro»
Ieri nuovo incontro della Provincia con le categorie:
proposta la riduzione del progetto e confronto tra tecnici

SAN BENEDETTO PO - Secondo round di incontri sulla questione ponte. Dopo quello di lunedì con i sindaci dell'Oltrepò, ieri il presidente della Provincia Beniamino Morselli ha incontrato (in videoconferenza) i rappresentanti delle categorie imprenditoriali e sindacali per fare il punto della situazione lavori, fermi ormai da 85 giorni. Un confronto per fare e ricevere proposte su come far ripartire i lavori, dopo che la ditta Toto Costruzioni generali, che ha l'appalto per l'opera, ha citato in giudizio la Provincia per presunte irregolarità contrattuali e per l'inadeguatezza delle risorse a disposizione e presentato una proposta transattiva per concludere i lavori. Delusione e stanchezza da parte dei rappresentanti del commercio, industria e agricoltura per uno stallo che dura ormai da anni e tiene in ostaggio 50mila abitanti e l'economia di tutto il Basso Mantovano. Dino Barbi, imprenditore di San Benedetto Po, nonché presidente locale e consigliere di Confcommercio ha proposto di riunire ad uno stesso tavolo i tecnici della Provincia e quelli della Toto: «E' semplice buon senso, se la Toto che deve realizzare l'opera non è convinta del progetto della Provincia, perché Palazzo di Bagno non ha messo attorno a un tavolo i propri tecnici con quelli dell'azienda? L'ho chiesto a Morselli e lui mi ha risposto che a questo punto il problema è politico. E allora non perdiamo altro tempo, se il problema è diventato politico e non più solo tecnico: si faccia intervenire il ministro alle Infrastrutture, l'unico che abbia l'autorità di smuovere la Toto in un modo o nell'altro». Tra le altre proposte, c'è quella di Confartigianato che, per voce del presidente Lorenzo Capelli, ha invitato la Provincia a confrontarsi con la Toto solo sul progetto in alveo: «Se il progetto del ponte in golena non convinceva la Toto, lasciamo perdere e facciamole finire quello in alveo. Cerchiamo di ottenere il più possibile, perché se comincia l'iter giudiziario voluto dall'azienda, non avremo mai più il ponte. Così pure se azzeriamo l'appalto e ne facciamo un altro». L'ipotesi di un nuovo appalto invece comincia ad essere presa in considerazione, ma gli imprenditori ritengono sarebbe «un suicidio». «Piuttosto siamo disposti noi di Confcommercio ad andare a Roma a parlare con il ministro» conclude Barbi.
Daniela Marchi_ 

lunedì 6 luglio 2020

Fonte Gazzetta di Mantova del 7 luglio 2020
Tra Provincia e Toto resta il nulla di fatto
Delusione dei sindaci
Morselli rinvia tutto all'incontro di giovedì con la Regione
Lasagna: solito copione, adesso sperano nel ministero

SAN BENEDETTO PO - Lettera morta le decine di incontri, uno dopo l'altro, per trovare la quadra. Nulla di nuovo per il ponte di San Benedetto. Il braccio di ferro tra la Toto e Palazzo di Bagno non ha avuto piegamenti. Tutto fermo.La sintesi, al termine dell'incontro con i sindaci dell'Oltrepò su cui la Provincia ha imposto il no comment, la fa, senza mezzi termini, Roberto Lasagna, sindaco di San Benedetto: «La cassa da morto è pronta, si sta solo aspettando di chiuderla». Non è pessimismo cosmico, il suo, ma buona memoria: «Siamo al punto dell'anno scorso, proprio in luglio. Non c'è la capacità di cambiare le cose. Stiamo ancora qui a rinviare tutto all'incontro con la Regione di giovedì. La differenza è che stavolta saremo in videocall, almeno sto in ufficio e non mi prendo l'afa».Non nutre tante speranze nemmeno nel coinvolgimento del ministero, «se non c'è un vero cambio di passo è la sconfitta della politica». Lo hanno detto chiaro, i sindaci, al presidente della Provincia Beniamino Morselli, «che ha fatto la cronistoria di tutti gli incontri, come se fossero serviti a qualcosa. E a cosa serviranno i 33 milioni già stanziati dalla Regione? Se penso a Maroni nel 2017 che posa la prima pietra mi viene male». La Toto, vincitrice di una gara a cui aveva partecipato soltanto un'altra ditta, oggi ko, sembra un gigante con i piedi d'argilla. Come sussurra un sindaco che suggerisce di contare tutte le opere ferme della ditta in giro per l'Italia. A dispetto dello spot sul ponte mantovano sulla home page del sito: "Due archi sul Po: prende forma il ponte mantovano". All'ispirazione non è seguito il lavoro di braccia.Soldi insufficienti? In questo caso non si spiegherebbe perché dai vertici di Chieti non siano mai arrivate contestazioni sul denaro a disposizione, né sulle condizioni dell'appalto. Qualcuno, off records, punta il sito sulla "stranezza" di una gara a cui parteciparono soltanto due ditte, nonostante la portata dell'intervento.Se le risorse non erano adeguate, perché il problema non è mai stato sollevato? È secco il commento di Luca Malavasi, il sindaco di Quistello: «O vanno avanti a lavorare, oppure dimostrano di essere una ditta poco seria. I contratti si rispettano». Il suo è un giudizio morale lapidario, «se vinco un appalto, ho il dovere di finirlo. Punto». Oggi scindere il contratto e cambiare ditta sarebbe un suicidio, «rifare tutto richiederebbe molti mesi, a danno dei cittadini. E ci guadagnerebbe solo la Toto».
Rossella Canadè©

Fonte Gazzetta di mantova del 6 luglio 2020
Lettere
Provincia
Il nostro impegno per tutti i ponti
Gentile direttore,ritengo necessario replicare in disaccordo con il suo fondo di venerdì 3 luglio. Ha ragione nel dire che i ponti ci fanno dannare, ma non nel senso da lei inteso. La mia amministrazione non ha una giunta, ma ha sempre cercato di ben amministrare un ente pubblico che una sciagurata riforma ha messo in condizioni molto difficili nell'erogare i servizi e nell'adempiere alle competenze che è stata chiamata comunque ad assolvere. Lo ha fatto con grande spirito di sacrificio dei suoi dipendenti facendo in modo che la situazione non precipitasse. Così è stato: abbiamo fatto gioco di squadra e sono orgoglioso dei risultati ottenuti. Si poteva fare di più? Certamente. Ma non per i ponti. La segnaletica della strada provinciale da Governolo a Roncoferraro è stata danneggiata per l'ennesima volta prima delle fotografie da voi pubblicate, oppure è credibile pensare che maestranze del servizio viabilità della Provincia le abbia messe così, peraltro nello stesso modo e con lo stesso materiale di decine di altri cantieri? Avremmo dovuto mettere sentinelle 24 ore su 24? Nel mentre ci scusiamo per i disagi con i cittadini e con l'amico Candido Roveda: venerdì sera stessa è stata ripristinata la segnaletica, dopo che hanno rubato anche i segnali luminosi. Sul ponte della ciclabile non mi soffermo: credo solo che il disagio di una deviazione di qualche centinaio di metri sia sopportabile dato che, essendo una situazione imprevista (non si tratta, purtroppo, di una banale asse da sostituire), con il Covid abbiamo dovuto rincorrere i tempi, tra soluzioni temporanee entro pochi giorni, e soluzioni permanenti, ma costose e non previste, per cui si rende necessario trovare le risorse. Mi permetta di puntualizzare sul ponte di San Benedetto. Oggi sarà chiarito ai sindaci del territorio, martedì alle categorie economiche e ai sindacati e quindi a tutta l'opinione pubblica quali sono le motivazioni che stanno alla base del contendere, dividendo le questioni legali da quelle politiche. Politicamente non c'è stato alcun processo nel Pd come dalla Gazzetta pubblicato senza firma; il giorno successivo è stato smentito da tutti i partecipanti, compreso Marco Carra che sui social ha condiviso la nota del segretario provinciale Marco Marcheselli. Non c'è alcun dubbio che la situazione sia inaccettabile, ma nel nostro Paese casi come quello di San Benedetto non sono purtroppo isolati e se ne sono registrati anche quando la stazione appaltante è stata Anas, diretta emanazione del Ministero competente. Con gli incontri in programma mi consulterò con tutti i soggetti istituzionali ed economici, come ho sempre fatto prima di ogni decisione e così sarà anche questa volta ritenendo che il tempo di ulteriori tentativi di mediazione siano terminati. Al termine delle consultazioni spero si potrà valutare i problemi con maggiore cognizione di causa.
Beniamino Morselli
presidente della Provincia
La situazione del ponte di San Benedetto è sotto gli occhi di tutti. Non discuto l'impegno, ma gli amministratori si misurano sui risultati. Quanto alla ciclabile Mantova-Peschiera, dopo un mese è stata sostituita l'asse rotta sul ponticello, ma la manutenzione di tutto il tratto lascia parecchio a desiderare. La sciagurata riforma, infine, se non ricordo male porta la firma del ministro Delrio, Pd come lei. Il problema l'avete in casa. (p.b.)


sabato 4 luglio 2020

Fonte Gazzetta di Mantova del 3 luglio 2020
UNA PROVINCIA CHE INCIAMPA SU TUTTI I PONTI
Paolo Boldrini

Non invidio i candidati del centrosinistra a San Benedetto e Bagnolo San Vito. La gestione del cantiere del nuovo ponte sul Po da parte della Provincia è finita nell’occhio del ciclone, vedi la strigliata alla giunta Morselli (pure Pd) per mano dell’ex parlamentare Carra che ha chiesto un cambio di passo. La battaglia legale con la Toto costruzioni è in un vicolo cieco, o meglio su un binario morto. L’euforia che aveva salutato la presentazione del progetto all’abbazia del Polirone, tra filmati e squilli di tromba, ha lasciato il passo alla rabbia e alla delusione per i ritardi inaccettabili. Gli abitanti dei due comuni sono inferociti e alle prossime elezioni si faranno sentire. Ma non è l’unico guaio. Da qualche giorno si è aperto il fronte di Roncoferraro, con i disagi causati dall’interruzione (da cinque mesi) della strada di Nosedole. Anche in questo caso le frecce non sono scagliate dai guerrieri di Salvini o della Meloni, bensì dall’ex sindaco Pd Candido Roveda, ora consigliere di minoranza. La segnaletica a ridosso del ponte danneggiato lascia a desiderare, per usare un eufemismo, come dimostra il servizio che pubblichiamo a pagina 21. Non è finita qui. È di ieri il comunicato della Provincia sulla ciclabile Mantova-Peschiera, ancora chiusa tra la Canottieri e Gambarara per “criticità strutturali al ponte sul canale Parcarello”. Di cosa si tratta? Si è spezzata un’asse di legno, subito rimossa ma non ancora sostituita. È passato quasi un mese, siamo in luglio e i cicloturisti sulla Mantova-Peschiera sono costretti a fare lo slalom tra via Verona e via Brescia a Cittadella. Forse più di certi dirigenti in Provincia servirebbero uno stradino, un falegname, oltre a un manager specializzato nella gestione dei ponti, grandi e piccini. Diventati ormai una dannazione per i contribuenti al volante e a pedali.