sabato 13 giugno 2020

Fonte Gazzetta di Mantova del 14 giugno 2020
Ponte, parla la Regione: «Appalto della Provincia ma si valuta ogni ipotesi»
L'assessore Terzi preoccupata dallo stallo dei lavori
«Non vogliamo vadano persi i 30 milioni che abbiamo dato»
In campo anche i 5 Stelle
San Benedetto Po - Non è sicuramente il via libera al commissariamento dell'appalto, come ha chiesto il comitato Vogliamo il ponte di fronte all'impasse che da mesi sta bloccando il cantiere di riqualificazione del ponte sul Po a causa del contenzioso fra l'appaltatore Provincia e l'esecutore Toto Costruzioni. Ma la Regione si mostra per la prima volta ufficialmente preoccupata della situazione e del destino dei 30 milioni con i quali ha finanziato l'opera annunciando di essere aperta a valutare «ogni ipotesi» per sbloccare la situazione. A dirlo l'assessore lombardo alle Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi.«Lo stallo è preoccupante, c'è un territorio in sofferenza che attende delle risposte - attacca l'assessore -. La Regione ha finanziato l'opera con 30 milioni, ritenendola appunto assolutamente strategica. Stiamo monitorando la situazione da tempo anche attraverso il consigliere Alessandra Cappellari. La competenza, però, è della Provincia. Siamo a disposizione per valutare ogni ipotesi che possa contribuire a risolvere questa problematica particolarmente complessa. Anche perché non vorremmo che le somme messe a disposizione della Provincia per questa infrastruttura vadano perse. Bisogna uscire da un'impasse che sta determinando conseguenze gravi per la vita e l'economia della zona». Da parte sua la Cappellari, mantovana, ha annunciato l'intenzione di intenzione lanciare «una raccolta firme di tutti i cittadini dei Comuni interessati, per chiedere che la realizzazione le ponte venga data in consegna a Palazzo Lombardia e che la Provincia che ha collezionato solo disastri si faccia da parte. Solo così potremo finalmente mettere la parola fine ad una situazione surreale che si sta trascinando da troppo», conclude la Cappellari che ha fatto accesso agli atti in Provincia.Sul caso interviene anche il Movimento 5Stelle: «Ogni volta che si intravede la luce in fondo al tunnel, ecco che si ripiomba nel buio totale - dicono l'onorevole Alberto Zolezzi e il capogruppo regionale Andrea Fiasconaro - . Sicuramente, in questo momento, un intervento risoluto da parte del ministro delle Infrastrutture, De Micheli, sarebbe auspicabile, visti la strategicità dell'opera ai fini della coesione e il ruolo nella gestione di infrastrutture pubbliche di rilievo nazionale dell'impresa coinvolta. Da parte nostra, ci attiveremo per spingere sia in Regione sia al ministero delle Infrastrutture, sollecitando un intervento risolutivo. Il commissariamento è una strada che cercheremo di approfondire come ulteriore supporto ai cittadini, anche se non possiamo non rammentare la nostra segnalazione all'Anticorruzione dopo la gara di appalto».
Francesco Romani©


Fonte Gazzetta di Mantova del 13 giugno 2020
Gli organizzatori si rivolgono a sindaci e categorie: «Unitevi al nostro appello. Togliamo i lavori alla Provincia per terminare l'opera»
Il comitato Vogliamo il ponte: «Il cantiere al commissario»

SAN BENEDETTO PO Il Comitato "Vogliamo il ponte", dopo l'incontro che si è tenuto l'altra sera nel chiostro dei Secolari con sindaci e associazioni di categoria, ha elaborato una proposta per uscire dall'impasse che blocca la realizzazione dei lavori di rifacimento del ponte. La strada individuata: commissariare il cantiere, quindi sottrarlo alla Provincia, ente gestore, e assegnarlo alla Regione, che ha pagato l'opera coi fondi del sisma 2012. Il comitato propone che la Regione nomini commissario il soggetto attuatore regionale, Roberto Cerretti.«Il confronto - scrivono i responsabili del comitato al termine dell'incontro al Polirone nel verbale con le richieste, inviato a sindaci della provincia e associazioni produttive - è stato proposto dal Comitato a seguito delle ultime notizie apprese dalla stampa sui lavori per il rifacimento del ponte per studiare azioni comuni e coordinate nei confronti della Provincia di Mantova e Toto Costruzioni allo scopo di sbloccare la situazione che si è venuta a creare che sta creando danni ingenti al territorio ormai noti a tutti. Il Comitato ritiene, alla luce delle ultime vicende, la Provincia di Mantova non più idonea alla gestione dell'appalto e propone di inviare una richiesta congiunta a Regione Lombardia e al Ministero delle Infrastrutture perché la supervisione dei lavori del ponte passi ad altro ente. La Regione Lombardia, avendo finanziato l'opera con 30 milioni di euro potrebbe essere l'ente idoneo ipotizzando d'intervenire tramite il Commissario Straordinario per il sisma (il rifacimento del ponte si è reso necessario proprio a seguito dei gravi danni subiti dal terremoto)». «Potrebbe essere utile consultare anche un avvocato - va avanti il comitato - per valutare eventuali azioni legali visti i danni che territorio, imprese e cittadini stanno subendo. E' inoltre per noi fondamentale chiedere che venga rivalutata la fattibilità del bypass che permetterebbe la circolazione anche qualora si presentassero degli imprevisti durante i lavori in golena. Confidiamo nella vostra adesione, attendiamo un cortese riscontro entro e non oltre il 19 giugno. Poi procederemo anche autonomamente».Sul tema è intervenuta anche Alessandra Cappellari, consigliere regionale leghista: «Confartigianato Mantova è pronta ad intervenire con un'azione legale? Offro il mio sostegno al presidente Capelli, che ringrazio; c'è bisogno che dal territorio partano azioni forti. E raccolgo anche l'appello dei sindaci e del Comitato Vogliamo il ponte, che chiedono a gran voce l'intervento della Regione. Ricordo però che la competenza dell'opera, in fase di stallo da anni, è della Provincia. Per risolvere quest'annosa questione che penalizza i cittadini del Mantovano è necessario che la Provincia ceda la gestione dell'opera alla Regione. Questo è il nodo giuridico da superare. Da parte mia, ho incontrato l'assessore Terzi, che sta valutando le strade per la soluzione del problema».

Fonte Voce di Mantova del 13 giugno 2020
Ponte, il Comitato conferma: chiediamo che sia la Regione a controllare i lavori
SAN BENEDETTO PO - Appalto non più in gestione alla Provincia di Mantova e richiesta inviata congiuntamente a Regione e Ministro delle Infrastrutture per affidare la supervisione dei lavori per il nuovo ponte di San Benedetto ad altro ente: all’indomani dell’incontro con i sindaci del territorio e con le associazioni di categoria il Comitato “Vogliamo il Ponte” conferma le sue posizioni e avanza anche la proposta che «Regione Lombardia, avendo finanziato l’opera con 30 milioni di euro, potrebbe essere l’ente idoneo a prendersi in carico la supervisione dei lavori, ipotizzando d’intervenire tramite il Commissario Straordinario per il sisma. (Il rifacimento del ponte si è reso necessario proprio a seguito dei gravi danni subiti dal terremoto) Potrebbe essere utile consultare anche un avvocato per valutare eventuali azioni legali visti i danni che territorio, imprese e cittadini stanno subendo. Riteniamo infine fondamentale - concludono gli esponenti del Comitato - chiedere che venga rivalutata la fattibilità del bypass che permetterebbe la circolazione anche qualora si presentassero degli imprevisti durante i lavori in golena». Già giovedì la stessa Confartigianato Mantova aveva avanzato l’ipotesi di una azione legale per tutelare i propri associati.


giovedì 11 giugno 2020

Fonte Gazzetta di Mantova del 12 giugno 2020
I sindaci: sbloccare i cantieri. E le imprese valutano una battaglia legale. Confartigianato: azione di risarcimento collettiva
«Sul ponte intervengano Stato e Regione»
San Benedetto Po - L'appello lanciato dal Comitato Vogliamo il ponte e dal sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna non è caduto nel vuoto. Il territorio ha raccolto il pressante invito, scaturito dalla n uova impasse dei lavori di riqualificazione del ponte, fermi da mesi e con un contenzioso fra l'appaltatore Provincia e l'esecutore, Toto costruzioni, pendente come una spada di Damocle sul futuro del cantiere.Una trentina i partecipanti della serata che si è tenuta all'aperto nella eccezionale cornice del chiostro dei Secolari dell'abbazia benedettina, nel rispetto delle norme di distanziamento, ed è servito per rinsaldare fra cittadini, associazione, imprese e istituzioni, la convinzione che è il momento di fare squadra tutti uniti.«Non possiamo continuare a perdere imprese, cittadini, opportunità - hanno spiegato i membri del Comitato introducendo la serata - L'economia locale già messa a dura prova dal terremoto, dalla crisi economica e ora dall'emergenza sanitaria deve scontrarsi quotidianamente con le attuali limitazioni al traffico, questo ha comportato la "fuga" di molte aziende o peggio la chiusura. L'incertezza sul futuro del ponte comporta la mancanza di investimenti da parte di nuove imprese che rivolgono il loro interesse altrove. Il territorio si sta svuotando di attività e di persone, perché negli ultimi anni si è potuto osservare un lento e costante aumento dell'emigrazione verso altri Comuni». Per il Comitato va valutata la nomina di un commissario ad acta, che prenda in mano la situazione ingarbugliata e faccia procedere il cantiere. Netta la posizione di Confartigianato imprese Mantova che con il presidente Lorenzo Capellli sta studiando un mandato ai legali dell'associazione in modo da insinuarsi nel contenzioso Provincia-Toto per capire cosa non sta funzionando e sta provocando il blocco dei lavori «e, se del caso, di svolgere domanda risarcitoria nei confronti di chi risulterà essere inadempiente. Stiamo anche valutando un'azione legale collettiva, per gli artigiani che hanno subito e che stanno subendo danni dal protrarsi dei tempi di chiusura del ponte».Duro il sindaco sambenedettino per il quale questo protrarsi dei ritardi è scandaloso. «È un'opera attesa da trent'anni, i soldi ci sono. I lavori devono andare avanti. Siamo tutti d'accordo che serva un ente superiore, la Regione o il ministero delle Infrastrutture per far cessare i litigi. I cittadini si aspettano atti concreti». Un concetto ribadito anche dal Presidente dell'Oltrepò, Alberto Borsari: «Il ponte è fra le opere più importanti del Mantovano. Regione e ministero non possono accettare che si fermi tutto. Sarebbe una sconfitta per la politica». 
Francesco Romani©



Fonte Voce di Mantova del 12 giugno 2020
Ponte, Confartigianato pronta ad un’azione legale
Il presidente Capelli: “Solo se strettamente necessario, ma non lo escludiamo: situazione grottesca”
SAN BENEDETTO PO - Confartigianato Mantova è pronta anche a un’azione legale a tutela dei propri associati danneggiati dai ripetuti stalli al cantiere del nuovo ponte di San Benedetto: una soluzione che viene vista come “extrema ratio” - ha precisato il presidente Lorenzo Capelli - ma che, tuttavia, è ben lungi dall’essere solo un’ipotesi visto che, ha aggiunto lo stesso Capelli, «ci troviamo di fronte a una situazione che va avanti ormai da anni e che ha assunto coloriture quasi grottesche. Ripeto: non vorremmo ricorrere anche alla via legale ma, qualora fosse strettamente necessario siamo pronti ad andare anche in questa direzione». Ennesimo capitolo dunque della storia, senza pace, del ponte di San Benedetto: il cantiere inaugurato nel maggio 2017 - sotto una fitta pioggia, interpretata da qualcuno come di cattivo auspicio ma ovviamente lasciamo stare queste superstizioni - dopo essere partito con i migliori auspici è andato incontro a una situazione che, lungi dallo sbloccarsi, si è sempre più incancrenita. Così, tra un’irritazione della Provincia e l’altra di fronte all’atteggiamento della Toto e la minaccia di una causa da parte dell’azienda, il cantiere è di nuovo fermo con somma preoccupazione dei settore produttivi: «Dobbiamo tutelare i nostri iscritti - ci ha detto Capelli - per questo, come organizzazione sindacale, abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare la possibilità di intervenire nel procedimento giudiziario in corso tra Toto e Provincia di Mantova: vogliamo capire le posizioni entrambe le parti, renderle note ai nostri associati, non vederle limitate o nascoste all’opinione pubblica e comprendere se presentare domanda risarcitoria nei confronti di chi risulterà essere inadempiente. Non diamo colpe a nessuno - conclude il numero uno di Confartigianato Mantova - Vogliamo informazioni precise e stiamo valutando di farci promotori di un’azione legale collettiva, per gli artigiani che hanno subito e che stanno subendo danni dal protrarsi dei tempi di chiusura del ponte».
Nicola Antonietti