sabato 6 giugno 2020

6 giugno 2020 da Mantovauno.it

Ponte S.Benedetto Po: il Comitato scrive alla ministra De Micheli


PONTE S.BENEDETTO – Non si ferma l’azione del Comitato “Vogliamo il Ponte”. Lo scorso sabato davanti ai giornalisti è stato fatto il punto dopo il lungo stop, dovuto alle normative della Regione e del Governo per contrastare la diffusione del Covid 19. E bene, il Comitato, ha deciso di scrivere alla ministra dei trasporti Paola De Micheli.

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Gentile Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli

San Benedetto Po, 6 giugno 2020

Oggetto: Il ponte sul Po tra i comuni di Bagnolo San Vito (Mn) e di San Benedetto Po (Mn) sulla S.P. ex S.S. n° 413 “Romana”
Richiesta d’intervento

Gentile Ministra,
vorremmo portare alla sua attenzione la situazione in cui versa il Ponte sul fiume Po tra i comuni di Bagnolo San Vito (Mn) e di San Benedetto Po (Mn) sulla S.P. ex S.S. n° 413 “Romana”, è una vicenda che dura da oltre 30 anni, ora il manufatto presenta evidenti problemi strutturali riconoscibili anche da non addetti ai lavori e, per quanto sia monitorato, siamo preoccupati. Questo Ponte è fondamentale per il Mantovano per la sua collocazione strategica rappresenta un punto di passaggio praticamente obbligato per l’intera zona sud est della Provincia via di collegamento con le province confinanti di Modena e Ferrara, se si arrivasse alla chiusura del tratto il Basso Mantovano verrebbe isolato.
La Provincia di Mantova per il rifacimento della parte in alveo del Ponte nel 2015 indice un bando CUPG41B13000840002 - CIG 62295080A1, costo intervento € 33.800.000,00, finanziato per € 30.000.000,00 da Regione Lombardia e per € 3.800.000,00 con cessione dell’immobile di proprietà della Provincia (Caserma dei Carabinieri in Mantova Via Chiassi. Il bando viene aggiudicato a maggio 2016 alla cordata R.T.I. TOTO S.p.A. Costruzioni Generali – VEZZOLA S.p.A.. Ad aprile 2017 avviene la consegna del cantiere, data di fine lavori dicembre 2018 con soli 18
giorni di chiusura al traffico. A oggi questo nuovo Ponte è lontano dall’essere ultimato, il contratto tra Provincia di Mantova e Toto, dopo innumerevoli proroghe è scaduto il 31/12/2019 ed è notizia recente che Toto Costruzioni ha citato in giudizio la Provincia di Mantova per la mancata trasmissione del piano di sicurezza Covid e per il valore non congruo dell’immobile che da bando dovrà essere ceduto a saldo opera.
Purtroppo a tutto questo si aggiunge un’altra vicenda, attualmente il Ponte ha una viabilità ridotta, i mezzi pesanti non possono passare, restrizione resa necessaria dopo il terremoto per non indebolire ulteriormente la struttura, il bando non comprende il rifacimento della parte del Ponte in golena indispensabile perché il tratto sia agibile da tutti i mezzi, la Provincia di Mantova doveva siglare con Toto una variante d’appalto perché venissero effettuati anche questi lavori, ma anche questo si è bloccato.
L’economia locale già messa a dura prova dal terremoto, dalla crisi economica e ora dall’emergenza sanitaria deve scontrarsi quotidianamente con le attuali limitazioni al traffico, questo ha comportato la “fuga” o la chiusura di molte aziende. L’incertezza sul futuro del Ponte comporta la mancanza di investimenti da parte di nuove imprese che spostano il loro interesse altrove.
Il territorio si sta svuotando di attività e di persone, negli ultimi anni si è potuto osservare un lento e costante aumento dell’emigrazione verso altri Comuni.
Nuove infrastrutture rischiano di diventare “cattedrali nel deserto” non potendo essere sfruttate a causa dalle viabilità ridotta del ponte.
Non ultimi i cittadini sono anch’essi provati economicamente e moralmente da questa continua situazione d’incertezza sul futuro.
Il nuovo Ponte è fondamentale per il rilancio socio-economico del Mantovano è stato perso già troppo tempo, per questo chiediamo il suo intervento per sbloccare questa situazione, crediamo che l’intervento di un commissario straordinario nell’appalto potrebbe snellire questa burocrazia che si trascina da decenni e che causa solo danni al territorio e ai cittadini
Confidando in un suo interessamento, porgiamo distinti saluti


COMITATO VOGLIAMO IL PONTE


Alleghiamo:
- Dossier con la storia del ponte
- Linea del tempo sintetica che riassume la storia del ponte



Fonte Gazzetta di Mantova del 6 giugno 2020

«Condivisibili i timori del comitato. Cittadini e territorio vanno tutelati»
Martedì vertice con l'assessore Terzi per concordare un incontro allargato
Ponte, il caso arriva in Regione
La Cappellari scrive a Fontana

San Benedetto Po - Le forti preoccupazioni del comitato "Vogliamo il ponte", delle amministrazioni locali, del mondo delle imprese sul prosieguo dei lavori di riqualificazione del ponte sul Po non sono rimaste lettera morta. A fronte della richiesta di intervento, la Regione si è mossa. Il consigliere mantovano di maggioranza, Alessandra Cappellari, ha preso carta e penna ed ha scritto al governatore Attilio Fontana ed all'assessore alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi. «Ho informato della situazione che si sta vivendo - spiega la stessa consigliera leghista - aggiungendo di condividere personalmente le preoccupazioni in merito ai rapporti tesi fra la stazione appaltante Provincia e l'esecutore del cantiere, la Toto costruzioni, che rischiano di avere ricadute fortemente negative per il territorio, i cittadini, le imprese. E aggiungendo che la Regione ha in più interesse a tutelare questo cantiere, avendolo finanziato con 30 milioni». La Cappellari incontrerà martedì l'assessore Terzi. Dal vertice dovrebbe uscire la proposta concreta di un tavolo con istituzioni e parti economiche del territorio per fare il punto sulla situazione, che vede da un lato il cantiere di ristrutturazione appaltato 5 anni fa, e già fortemente in ritardo, desolatamente fermo a fronte della ripresa di tutte le altre opere pubbliche gestite dalla Provincia, e dall'altro il contenzioso fra Toto e amministrazione provinciale giunto al punto di svolta. Il colosso delle costruzioni, a fronte di continui richiami e sanzioni, ha tirato fuori dal cassetto atti considerati come inadempienze contrattuali da parte di Palazzo di Bagno. In particolare il valore della caserma dei carabinieri di via Chiassi a Mantova (3,8 milioni), immobile che la Provincia intende consegnare alla Toto a fine lavori come forma di saldo e la ripartenza post Covid. In entrambe i casi per la Toto vi sarebbe stata violazione del contratto. L'azienda ha chiesto in sostanza di trovare un'intesa e ripartire con i lavori prima che sia invece un giudice a dover dirimere il contenzioso.
Francesco Romani©


TeleMantova puntata del 05/06/2020


venerdì 5 giugno 2020

Fonte Gazzetta di Mantova del 5 giugno 2020

San Benedetto - Lettere al direttore
I dannati del ponte
Gentile direttore,da cittadino italiano e mantovano noto spesso nelle nostre istituzioni un totale disinteresse per la vita della gente di questo paese. Riferendomi al ponte di San Benedetto e a tutte quelle infrastrutture pericolanti presenti sul nostro territorio, mi chiedo se i nostri dirigenti pubblici non aspettino il morto (o i morti) per intervenire sul serio e metterci una pezza che tanto piace ai nostri politici. Meglio prevenire che curare si dice da altre parti! Mi rendo conto che sia un'affermazione forte, ma il ping pong che si gioca su questo ponte da decine di anni ormai è un insulto ai cittadini e lavoratori di tutta la zona quotidianamente vessati dalla spudoratezza di questi amministratori incompetenti. Quando attraverso il nostro ponte mi chiedo con grande dolore se la lezione di Genova sia stata imparata dai nostri dirigenti, altrimenti proporrei, ministro Azzolina permettendo, di fargli fare gli esami di riparazione. Perché vede, direttore, sulla vita della gente non si scherza e consiglierei ai responsabili pubblici dei lavori di risolvere celermente i vari contenziosi che sono avulsi alla nostra comunità: i nostri compaesani, la nostra gente, non schede elettorali. O peggio, vittime sacrificali. Federico Zangrossi
Gentile lettore,ha tutta la mia comprensione. La storia del ponte sul Po è diventata una via crucis. 
(p.b.)