sabato 26 ottobre 2019


Ieri sera ,dopo settimane di lavoro da parte nostra ,cercando informazioni , cercando di capire come si vogliono muovere i protagonisti della vicenda Ponte di San Benedetto abbiamo deciso di chiedere ufficialmente chiarimenti.
Non possono continuare ad ignorarci. Abbiamo espressamente chiesto alla provincia che venga esaminata la possibilità di mantenere aperta la viabilità attraverso la cosa più semplice che esista al mondo (una rampa che ci permetta di salire sul ponte nuovo) e non abbiamo avuto neanche risposta ,anzi sembrano addirittura infastiditi. Vi pubblichiamo la lettera che abbiamo scritto.



sabato 12 ottobre 2019

Se c'è anche solo una possibilità di avere un ponte completamente nuovo e antisismico va portata avanti. Dopo 30 anni e tanti soldi già spesi NON PERDIAMO L'OCCASIONE DI AVERE IL PONTE!!!
Dalla Gazzetta di Mantova del 12 ottobre 2019
Vertice sul ponte
Fondi grazie al sisma?
San Benedetto Po. Probabile contributo extra per i lavori del ponte. A dirlo il consigliere regionale Alessandra Cappellari che ieri ha tiunito il grupp odi lavoro post sisma. «È stata evidenziata la disponibilità della struttura commissariale ad un possibile contributo economico ulteriore per l'opera, laddove fosse provato e quantificato il danno da sisma subito dal ponte». Per conoscere l'entità dei danni, i sindaci hanno chiesto un vertice con Provincia e Toto costruzioni, che sta riqualificando il ponte «per fare il punto insieme sui lavori, sui tempi e sulle necessità finanziarie residue». Sulla ricostruzione privata - verrà valutata la possibilità di concedere una proroga rispetto alla data del 31 dicembre 2019 individuato come termine ultimo per la chiusura delle pratiche».

Questi ulteriori fondi possono davvero fare la differenza tra:
AVERE UN PONTE TUTTO NUOVO ALL'AVANGUARDIA
O
AVER SPESO MILIONI PER UN LAVORO A METÀ

Dalla Voce di Mantova del 12 ottobre 2019
Fondi residui del post sisma per sostenere il nuovo ponte

SAN BENEDETTO PO - Un ulteriore contributo a sostegno del nuovo ponte di San Benedetto Po, in questo caso proveniente dalla Struttura Commissariale Regionale per il post sisma 2012, qualora fosse comprovato il danno subito dal ponte e dal viadotto golenale a seguito del terremoto: questa, in sostanza, una delle ipotesi emerse ieri nel corso dell’incontro a Mantova tra i sindaci del cosiddetto “gruppo-ristretto” e la rappresentanza della Struttura Commissariale, guidata dal consigliere delegato Alessandra Cappellari. Sono passati pochissimi giorni dalla riunione di Palazzo di Bagno tra Provincia e Comuni e il ponte di San Benedetto ritorna ancora d’attualità, in questo caso in un incontro in cui si parla di ricostruzione post sisma ma anche di rilancio di un territorio che non può essere rallentato da una possibile lunga chiusura del ponte: «Nel corso dell’incontro - ci ha spiegato Alessandra Cappellari - è stata evidenziata la disponibilità della struttura commissariale a giungere ad un possibile contributo economico ulteriore per l'opera, laddove fosse provato e quantificato il danno da sisma subito dal ponte. Lo scopo - ha aggiunto il consigliere regionale è trovare una soluzione condivisa e, e per questo non escludo di chiedere una riunione con la Provincia e con la Toto, per soluzioni che non comportino interruzioni della viabilità». Ieri inoltre è stato evidenziato che che alcuni Comuni non hanno ancora proceduto ad analizzare parte delle richieste relative al contributo previsto per la ricostruzione privata: «Per questo - ha commentato - verrà valutata la possibilità di concedere una proroga rispetto alla data del 31 dicembre 2019 individuato come termine ultimo per la chiusura delle pratiche. Si è anche ragionato sulla possibilità di utilizzare risorse regionali, provenienti dall'assessorato allo Sviluppo Economico, per individuare, insieme all'assessore Alessandro Mattinzoli, una misura ad hoc mirata all'attività di nuovi insediamenti produttivi nelle aree colpite dal sisma.



martedì 8 ottobre 2019

Dalla Gazzetta di Mantova del 8 ottobre 2019
I lavori al ponte accelerano
I sostegni sono già in posizione
SAN BENEDETTO PO. Superati i problemi finanziari e di approvvigionamento dei materiali che avevano rallentato il cantiere, la società PontePo (Toto costruzioni e Vezzola spa) sta accelerando i tempi per il varo del nuovo ponte sul Po. Sulle due sponde del fiume si stanno assemblando le due enormi piattaforme in acciaio corten brunito che, con i grandi archi asimmetrici, sosterranno l'impalcato stradale. Inoltre, sui pilastri già costruiti in alveo sono stati già montati due "pulvini", i sostegni sui quali appoggerà l'intera opera in sede provvisoria. Il primo pulvino, sulla riva di San Benedetto Po, è composto di tre elementi in acciaio corten del peso complessivo di 150 tonnellate. È stato posizionato sulla pila in golena, sulla sponda destra del fiume Po. Si tratta del primo appoggio che sosterrà l'impalcato del ponte durante la fase di varo, nei 18 giorni che vedranno la demolizione della vecchia struttura e la deviazione del traffico sul nuovo, in posizione provvisoria. Alcuni giorni fa è seguito il secondo appoggio, dal lato di Bagnolo San Vito. Per poter procedere al varo serve solo l'appoggio centrale.Proseguono, intanto, i lavori di assemblaggio e di saldatura della prima campata del nuovo ponte. Ad oggi la lunghezza dell'impalcato in costruzione nel cantiere di Bagnolo San Vito ha superato i 50 metri. Questo mentre sulla riva opposta è stato aperto il cantiere di San Benedetto Po, dove sono stati già depositati tutti i conci in acciaio corten che costituiranno l'altro impalcato. È imminente l'inizio dei lavori di assemblaggio e di saldatura di questa seconda campata, la più lunga, con i suoi 180 metri di lunghezza.L'attuale cronoprogramma, dopo la concessione della prima deroga, prevede la consegna delle opere entro il 23 dicembre. Ma concretamente si andrà alla prossima estate. Da decidere, almeno ufficialmente, le modalità di cantiere della parte in golena.
Francesco Romani