giovedì 29 aprile 2021

Fonte Mantovauno.it del 28 aprile 2021

link https://mantovauno.it/cronaca/prove-statiche-dal-5-al-7-maggio-chiuso-il-ponte-di-san-benedetto/?fbclid=IwAR3Wepuzc-Jo2Uh3t7vSkK1eS_DCS2J8N21zGDODrguVX_rCOHl-uKWrkHA

Prove statiche, dal 5 al 7 maggio chiuso il ponte di San Benedetto

SAN BENEDETTO PO – Chiuderà temporaneamente al traffico la Sp ex SS n. 413 “Romana” nel tratto comprensivo del ponte sul fiume Po, nei territori di Bagnolo S. Vito e di S. Benedetto Po. Lo stop alla circolazione è necessario per effettuare prove di tipo statico sulla struttura del ponte.

Le modifiche alla viabilità scatteranno alle ore 9 di mercoledì 5 maggio 2021 e si protrarranno fino alle ore 18.30 di venerdì 7 maggio 2021. Per effettuare le verifiche, di routine e previste nel programma Catasto Sicurezza Ponti attuato dalla provincia di Mantova a partire dall’anno 2016 come ulteriore verifica sullo stato dei manufatti in gestione all’ente, è necessario chiudere al traffico il ponte sul fiume Po per la durata ininterrotta di tre giorni: vi sarà infatti la presenza continua sul manufatto di strumentazione utilizzate per eseguire le prove.


 

domenica 18 aprile 2021

18 aprile 2021

Oggi un po' di foto dal cantiere.












Fonte Voce di Mantova del 18 aprile 2021

SAN BENEDETTO CHIUSURA AL TRAFFICO TRA UN ANNO PER NON PIÙ DI 30 GIORNI
Ponte nuovo (e completo) nell’autunno 2022
Il nuovo ponte in alveo e il viadotto golenale, in posizione provvisoria, fungeranno da bypass durante la demolizione delle vecchie strutture

SAN BENEDETTO PO - I sindaci presenti l’hanno definita una “giornata storica”: e per certi versi era tanto l’ottimismo che si respirava ieri durante la conferenza stampa online di presentazione della prosecuzione dei lavori per il nuovo ponte di San Benedetto Po. Con il nuovo cronoprogramma si arriverà all’autunno del 2022 con il ponte finito, ma completo sia di una nuova parte in alveo, che di una nuova parte golenale, antisismico e prevedendo un periodo di chiusura al traffico, nell’estate sempre del 2022, di non più di un mese. Le novità sono state illustrate dal presidente della Provincia Beniamino Morselli e dal responsabile dell’area trasporti e
lavori pubblici Antonio Covino alla presenza dei sindaci Roberto Lasagna (San Benedetto), Roberto Penna (Bagnolo), Luca Malavasi (Quistello) e Alberto Borsari (Borgo Mantovano, anche presidente del Consorzio Oltrepò). La soluzione progettuale che sarà adottata esclude la realizzazione di una passerella bypass per il traffico durante la chiusura: una volta realizzato il ponte in alveo esso verrà affiancato a quello già presente; successivamente si costruirà un nuovo viadotto golenale con le stesse caratteristiche di quello in alveo, anch’esso affiancato a quello vecchio. Quando si procederà alla demolizione delle vecchie strutture quelle nuove, in posizione provvisoria, fungeranno da bypass per poi essere successivamente traslate (e qui si avrà la chiusura al traffico per un periodo che va da 18 a 30 giorni) nella loro posizione definitiva. Il presidente Morselli ha spiegato che ora si accelererà per arrivare a un contratto integrativo per affidare sempre a Toto la realizzazione del viadotto golenale, ricordando l’impegno dei sindaci che nei mesi scorsi diedero il via libera all’utilizzo di 5,3 milioni messi a disposizione dalla Regione e inizialmente stanziati per il post sisma: per i costi aggiuntivi sarà la Provincia a mettere risorse ma con una variazione di bilancio non dovrebbe essere necessario accendere dei mutui. Il passo progettuale è fatto, ora si attendono le mosse successive.

I sindaci: sarà un modello per il territorio

SAN BENEDETTO PO - I sindaci presenti non hanno mancato di sottolineare la loro soddisfazione: il primo cittadino di San Benedetto Po Roberto Lasagna ha esordito dicendo che «si è visto un nuovo modo di fare politica per il territorio, che potrebbe essere da esempio anche per iniziative future. Importante avere preso una decisione di questo genere, importante sia dal punto di vista socioeconomico che da quello “psicologico”: dopo una pandemia una chiusura prolungata sarebbe stata l’ennesima mazzata per l’Oltrepò». Il sindaco di Bagnolo Roberto Penna ha sottolineato «l’impegno congiunto e notevole da parte di comuni e Provincia», mentre il sindaco di Quistello Luca Malavasi ha invece sottolineato «l’importanza storica di questa decisione che è stata presa con la massima concordia e al di là di ogni possibile divergenza politica. Per dirla con il collega Lasagna “questa è la politica che ci piace”». Concetti ribaditi dal presidente del Consorzio Oltrepò Mantovano (e sindaco di Borgo Mantovano) Alberto Borsari che ha ricordato come «il concetto di “lavoro di squadra”, spesso destinato a restare nella teoria, è pratica consolidata nell’Oltrepò: con la Provincia abbiamo dato vita a un modus operandi che ci porterà, se tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto, un ponte che sarà simbolo di un territorio».
(nico)



Fonte Gazzetta di Mantova del 18 aprile 2021

Il ponte provvisorio aperto al traffico ridurrà al minimo i tempi di chiusura
L’ipotesi della Provincia entusiasma i sindaci della Bassa
Stop finale di un mese e inaugurazione nell’autunno 2022
SAN BENEDETTO PO - La Provincia trova la soluzione per limitare al minimo la chiusura totale del ponte di San Benedetto Po. E dopo le tensioni del passato, raccoglie il plauso unanime dei sindaci della zona riuniti ieri mattina in conferenza online alla presenza del direttore dei lavori, l’ingegner Antonio Covino. In sostanza il nuovo viadotto (che sarà interamente antisismico) non avrà interruzioni di cantiere. Quando la parte in alveo, oggi in costruzione, sarà spostata al centro del fiume, nell’ex cava Rondelli si inizierà subito la costruzione della parte golenale, da attaccare alle prime due. Da argine ad argine ci saranno quindi due ponti, quello attuale in cemento e pochi metri più a valle, quello nuovo interamente costruito in acciaio. Su quest’ultimo, una volta collaudato, sarà spostato il traffico per permettere di demolire gli impalcati usati oggi senza interrompere la circolazione. A quel punto, e si sarà presumibilmente fra primavera ed estate 2022, lo stop totale sarà limitato al minimo: il tempo sufficiente per far spostare il ponte provvisorio nella sua sede definitiva e, in autunno, inaugurarlo. Una soluzione che alla fine costerà 2,5 milioni in più, ma che la Provincia è disposta a tirar fuori dal proprio bilancio. E che necessita dell’adesione della ditta che dal 2016 sta seguendo l’attuale riqualificazione da quasi 34 milioni di euro, la Toto spa. Anche questo scoglio, da quanto spiegato dal presidente provinciale, Beniamino Morselli, è in via di soluzione, con la chiusura del contenzioso in atto e la successiva firma del contratto integrativo che assegnerà anche al colosso abruzzese il resto dei lavori.
«Come Trapattoni - ha detto Morselli con una battuta - non diciamo gatto sino a che non è nel sacco. Ma siamo fiduciosi e soddisfatti di questa soluzione condivisa con il territorio e i sindaci. Tecnicamente ci consente di ridurre al minimo i disagi, per questo, anche se più onerosa, l’abbiamo scelta rispetto alle altre, passerella
compresa». I costi aggiuntivi sarebbero i piloni per sorreggere la parte in golena durante la costruzione e le modifiche alle due rampe di accesso (lato Bagnolo e lato di San Benedetto), per salire sulla nuova struttura mentre è in posizione provvisoria. «Con la Toto ci sono stati momenti difficili - ha ammesso Morselli - ma è
una azienda dalle grandi potenzialità ed ora sta lavorando bene. C’è la disponibilità reciproca a superare i problemi del passato». La soluzione proposta ora dovrà completare tutto l’iter previsto (la progettazione definitivo-esecutiva, le autorizzazioni di Aipo, Soprintendenza ecc.), ma è quella auspicata dai sindaci
che avevano accettato di destinare al ponte lo stanziamento aggiuntivo dei 5,3 milioni di euro di risarcimento dai danni da sisma. Soddisfatti i sindaci, a partire da quello di San Benedetto Po. «Una vittoria del territorio e della Provincia - ha detto Roberto Lasagna -. Ma anche un modo nuovo di fare politica, guardando al territorio e non al campanile». «Il nostro Comune è il territorio - gli ha fatto eco Alberto Borsari, presidente del Consorzio Oltrepò - alla fine il lavoro di squadra fatto ha ripagato. E il ponte, una volta costruito, sarà il simbolo di questo territorio». «Partiti da posizioni distanti - ha infine commentato Luca Malavasi (Quistello) - la Provincia ha fatto sintesi delle richieste e il suo staff tecnico ha trovato il risultato migliore fra quelli possibili».
Francesco Romani_
UNA LUNGA VICENDA
I problemi iniziali
Il ponte è ammalorato a partire dalla sua costruzione tra il 1964 e il 1966. Neppure vent’anni dopo, nel 1987, manifesta i primi problemi strutturali, tanto che il 6 ottobre 1993 viene chiuso per i danni provocati da una grossa piena.
I primi lavori
Il progressivo indebolimento della struttura comportò tra il 1993 e il 2012 diversi periodi di chiusura totale o di limitazione al traffico, mentre gli interventi di manutenzione ebbero il solo effetto di appesantire la struttura e causare l’abbassamento di alcune campate.
Dal sisma a oggi
Nel 2012 il terremoto assesta un colpo mortale. Si limita il traffico e nel 2016 si assegnano i lavori di riqualificazione della parte in alveo che si dilungano fra ritardi e contenziosi. Per quella in golena si sta lavorando in questi mesi.