martedì 22 dicembre 2020

 TeleMantova Tg Sera 22 dicembre 2020

Mantovauno.it del 22 dicembre 2020

Si unanime dei sindaci per i 5,4 mln sul ponte di S. Benedetto. Cappellari: “ora la Provincia faccia la sua parte”, Lasagna: “Il più bel regalo di Natale”

SAN BENEDETTO PO – Il ponte di San Benedetto Po sarà realizzato con anche tutta la parte in golena completamente antisismica. E’ stato deciso oggi con il parere unanime di tutti i sindaci. E sono stati proprio i quindici primi cittadini del “cratere” (l’area più colpita dal terremoto) a concordare che i 5 milioni e 400 mila euro, corrispondenti al massimo danno riconosciuto al ponte per il sisma, e che la Regione si è detta disponibile a mettere (soldi dunque del post sisma) siano convogliati tutti per la costruzione del ponte.
Il si unanime è arrivato durante l‘incontro a distanza tra i sindaci, il consigliere regionale Alessandra Cappellari, commissario per la ricostruzione post sisma, il dirigente di Regione Lombardia per il post sisma Roberto Cerretti, e la Provincia.
«Per la ricostruzione del ponte di San Benedetto la Regione ancora una volta è al fianco del territorio e concretamente fa sentire la propria vicinanza. Ora tocca alla Provincia” così ha dichiarato la Cappellari che spiega: ” I sindaci, ricevuta la conferma della disponibilità di Regione Lombardia allo stanziamento di 5,4 milioni di euro per la ricostruzione del ponte di San Benedetto, all’unanimità si sono espressi in favore dell’anticipo immediato delle risorse alla Provincia perchè possa avere certezza degli importi e scelga la strada migliore per portare a termine l’opera che il territorio ritiene prioritaria e della quale da ormai troppo tempo è atteso il completamento”.
“Voglio ricordare – spiega il consigliere leghista – che l’anno scorso la Provincia di Mantova ci ha sottoposto una perizia danni ed ha presentato una richiesta di finanziamento, anche se fuori bando. La nostra struttura commissariale l’ha valutata e l’ha sottoposta al vaglio del comitato tecnico scientifico, che l’ha ritenuta adeguata. Adesso si è reso necessario valutare se vi fosse disponibilità immediata per stanziare questi soldi o se occorresse attendere il vaglio definitivo dei progetti della ricostruzione relativa alla parte pubblica”.
“Prima di decidere, abbiamo ritenuto necessario e basilare un passaggio con tutti i sindaci del territorio. E a tutti i primi cittadini convocati abbiamo ribadito che Regione Lombardia si è detta disponibile ad incrementare lo stanziamento di risorse per la ricostruzione del ponte della somma richiesta. Tutti i sindaci convocati hanno concordato su quest’urgenza, dichiarandosi d’accordo che tali fondi vengano utilizzati unicamente per il ponte e contestualmente accettando il rischio, seppur remoto, di dover rinunciare alla realizzazione di qualche intervento pur di contribuire alla ricostruzione del ponte”, aggiunge Cappellari  “la struttura commissariale provvederà quindi al finanziamento: adesso c’è la certezza che la Provincia possa contare su queste risorse. A quest’ultima chiediamo però di fare rapidamente la propria parte, dopo che Regione Lombardia ha messo una pezza anche alle altrui mancanze”.

“IL PIU’ BEL REGALO DI NATALE CHE POTESSERO FARCI”

E’ il più bel regalo di Natale che potessero farci“. Così il sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna commenta l’accordo unanime di tutti i sindaci a convogliare subito tutti i 5,4 milioni sul ponte. “Tutti hanno capito che potremo si rimettere a posto i nostri palazzi, i nostri centri storici, ma conta poco farlo se poi non li possiamo raggiungere”.
Particolare soddisfazione poi di Lasagna perchè la Provincia sta realizzando lo studio sulla passerella (nei mesi scorsi chiamato bypass) che consentirebbe il passaggio dei mezzi anche nei mesi in cui il ponte dovrebbe rimanere obbligatoriamente chiuso per i lavori, “Dal momento che si farà completamente antisismica anche la parte in golena (per questo intervento i 5,4 milioni aggiuntivi della Regione si somma agli oltre 2,3 della Provincia) i tempi di chiusura aumenteranno anche a 8-10 mesi, è fondamentale avere questa passerella” – commenta Lasagna che stasera ha poi annunciato la notizia positiva in Consiglio Comunale.
Molto soddisfatto per l’esito dell’incontro anche il sindaco di Quistello Luca Malavasi che sottolinea l’importanza del “si” unanime dei sindaci. “Tutti hanno capito che è il ponte la vera priorità. Molto importante poi vedere finalmente un lavoro di squadra tra sindaci, Regione e Provincia. Questo ci fa capire che il passo è veramente cambiato”.
Dunque clima positivo tra istituzioni, ora però si aprirà il capitolo vero e proprio dei lavori che saranno affidati a Toto, già all’opera sulla parte del ponte in alveo e da sempre contraria alla realizzazione della parte in golena non completamente antisismica.
E’ necessario non perdere altro tempo: l’Oltrepò con i suoi circa 53 mila cittadina aspetta ormai da troppo.

link https://mantovauno.it/cronaca/si-unanime-dei-sindaci-per-i-54-mln-sul-ponte-di-s-benedetto-cappellari-ora-la-provincia-faccia-la-sua-parte-lasagna-il-piu-bel-regalo-di-natale/?fbclid=IwAR0SMerI-XZawlzsHbjZJOU-CavXtxe8gdRY--AQu0oC_F0cwvZoSDagDHY

 Fonte Voce di Mantova del 22 dicembre 2020

Fonte Gazzetta di Mantova del 20 dicembre 2020

Il futuro del ponte di San Benedetto è nelle mani dei sindaci del sisma
Martedì dovranno decidere se destinare al viadotto l’intero rimborso da 5,4 milioni della Regione
Più concreta l’ipotesi della passerella anti-chiusura, dalla sommità arginale alla parte già costruita
Non solo i 2,375 milioni già svincolati venerdì dalla Regione. Al futuro cantiere del tratto golenale del ponte di San Benedetto potrebbe essere destinata l’intera cifra di 5,4 milioni, rimborso dei danni da terremoto accertati sulla struttura. La decisione sarà presa martedì dai sindaci del sisma convocati dalla struttura commissariale. E intanto si fa sempre più concreta l’ipotesi di una passerella per evitare il lungo periodo di chiusura totale al traffico derivante dal prosieguo dei lavori di riqualificazione del manufatto. La soluzione sarebbe stata trovata dalla Provincia e consisterebbe in un passaggio provvisorio “in quota” (senza cioè scendere di altezza) per collegare la sommità arginale al troncone del nuovo ponte, una volta che sarà costruito e posato al centro del fiume a valle dell’esistente. Le due novità stanno viaggiando parallele e, se andranno entrambe a buon fine, rappresenterebbero il lieto fine di una vicenda, quella del cantiere di riqualificazione del ponte da quasi 34 milioni, gestito dalla Provincia e affidato alla ditta Toto, che in questi anni ha visto qualche luce e tante ombre. La più importante delle ombre è quella economica, che aveva fermato sinora i progetti di riqualificazione del tratto in golena, naturale prosecuzione di quello in alveo, per il quale la ditta Toto, dopo i tanti ritardi, ora sta accelerando. Il completamento dovrebbe essere in estate. Mancherà a quel punto il rifacimento del tratto fra l’alveo e l’argine di San Benedetto. Opera necessaria, ma non compresa nell’appalto del 2006. La Provincia ha individuato nel proprio bilancio 2,375 milioni e fatto redigere un progetto minimo che prevede la sistemazione sismica al 60%, trovando però l’opposizione dei sindaci della zona e della stessa Toto, che l’ha ritenuto inadeguato. La chiusura totale al traffico per questa ipotesi è stimata in tre mesi, ma occorre bandire una gara per trovare un nuovo esecutore. Per aumentare la risposta sismica al 100%, cantiere che la Toto è disposta a prendersi in carico, servono però 8 milioni circa. La pressione di enti locali, Comitato civico Vogliamo il ponte, Associazioni di categoria e l’azione intrapresa dal consigliere regionale Alessandra Cappellari ha sortito una soluzione: l’accertamento degli ulteriori danni subiti dal ponte dal sisma del 2012. Di questa cifra, 5,4 milioni, la Regione ne ha già svincolati 2,375, a copertura delle spese per l’eventuale sistemazione sismica minima. Ora i sindaci del sisma, martedì dovranno decidere se destinare al ponte anche il rimanente. Una decisione politico amministrativa importante per il territorio che, nel caso
dello svincolo totale, potrà alla fine beneficiare del ponte interamente antisismico. In questo caso, il prolungamento del cantiere a otto mesi di durata potrebbe non rappresentare un disagio. La Provincia è alle battute finali dell’ipotesi “passerella” per la quale è stata contattata la ditta emiliana specializzata Fagioli. Se così sarà, il Natale 2020 sarà un po’ più gioioso per i 50mila residenti della zona.
Francesco Romani_





Apprendiamo con piacere che la Provincia ha studiato e trovato un modo tramite una “passerella” per evitare l’interruzione della circolazione durante i lavori del tratto in golena del ponte.

Bypass… Passerella… il nome poco conta, l’importante che siano state comprese le necessità del territorio e si sia lavorato per non chiudere la strada.
Ora confidiamo che Provincia e Sindaci valutino di destinare i nuovi fondi erogati dalla Regione per la realizzazione del tratto del ponte in golena al 100% antisismico, soluzione caldeggiata non solo da noi, ma anche dalla relazione allegata allo studio del progetto del tratto di golena, perché questo permetterebbe di avere un’opera definitiva di lunga durata, unica sul territorio e soprattutto che non richiederà futuri investimenti che potranno essere destinati ad altre infrastrutture.
Come cittadini siamo a chiedervi di non fare gli errori del passato, di lavorare uniti per fare la differenza dando al territorio un’opera che sia un esempio di cambiamento e diventi un PONTE PER IL FUTURO.