domenica 31 maggio 2020

Fonte Mantovauno.it del 30 maggio 2020

Spiraglio per il ponte di S.Benedetto: a giorni un incontro tra Provincia e Toto per un possibile accordo
SAN BENEDETTO PO – Oggi la denuncia del Comitato “Vogliamo il ponte” di San Benedetto Po per il silenzio che attornia l’ennesimo stop dei lavori per la realizzazione del nuovo manufatto. I rappresentanti del Comitato lamentano di aver saputo solo dai giornali che la Toto ha messo in cassa integrazione i propri operai e nel frattempo ha citato in tribunale la Provincia su presunte mancanze, e chiedono a Palazzo di Bagno come alla Regione di avere dei ragguagli su quanto sta accadendo.
Annunciano anche la costituzione di un tavolo tecnico con i Comuni di San Benedetto Po e di Bagnolo. 
Ma intanto proprio tra il personale della stessa Toto ha iniziato a rimbalzare la notizia, data praticamente per certa, su un incontro in programma tra l’azienda e l’Amministrazione provinciale fissato già per i prossimi giorni. E, insieme a questa, arrivano le voci anche di un possibile accordo tra Toto e Palazzo di Bagno che potrebbe essere chiuso a breve. 
Dunque Toto, dopo gli atti legali, mette in agenda un confronto con la Provincia che potrebbe avere risvolti importanti per sbloccare i lavori.
Certo i tempi di ripresa del cantiere sarebbero in ogni caso lunghi: Toto ha messo in cassa integrazione gli operai fino al 31 luglio, poi ad agosto l’azienda farà quasi certamente ferie, quindi la ripartenza dei lavori potrebbe avvenire indicativamente non prima di settembre. 

Fonte Voce di Mantova del 31 maggio 2020
“Vogliamo il ponte”: dito puntato contro Toto, Provincia e Regione
Segnalata ieri anche un’inclinazione a sinistra del ponte
SAN BENEDETTO PO - A quanto pare la pazienza è completamente finita: e del resto era prevedibile che dopo le ultime notizie sul ponte di San Benedetto Po, con la Toto intenzionata a portare in tribunale la Provincia di Mantova, si scatenasse la reazione del territorio. Ieri i rappresentanti del comitato “Vogliamo il Ponte” si sono ritrovati nei pressi del manufatto per lanciare un duro “j’accuse” a tutti i soggetti coinvolti, dalla stessa ditta alla Provincia di Mantova, per concludere con la Regione Lombardia. Il tutto caratterizzato dalla considerazione di fondo che «il territorio - ci hanno detto - non è mai stato ascoltato» e dal timore di ritrovarsi addirittura, un ponte nuovo ma con ancora le limitazioni per la mancata sistemazione del tratto golenale. Con la preoccupazione, evidenziata ieri, anche su una inclinazione a sinistra del ponte attuale. I rappresentanti del comitato - Paolo Lavagnini, Manuela Braghiroli, Sandro Cavazzoli e Renzo Traldi - hanno scelto ieri, come luogo della loro conferenza stampa, il punto in cui sarebbe dovuto passare il famoso by-pass proposto dal comitato stesso come soluzione per completare i lavori senza eccessivi tempi di chiusura: «Proposta bocciata, e per carità ogni ente fa le sue scelte e si assume le sue responsabilità - ci hanno detto - ma anche in quell’occasione l’atteggiamento da parte della Provincia è stato sempre quello di non ascoltare per davvero il territorio, nemmeno le rimostranze e le preoccupazioni dei sindaci». Il comitato ritiene dunque il Comune di San Benedetto totalmente incolpevole di una situazione di cui è sostanzialmente vittima, e oltre a puntare l’indice contro l’atteggiamento della Toto e della Provincia, dirige i suoi strali anche contro la Regione, «totalmente disinteressata nonostante abbia investito ben 30 milioni sull’opera, e questo anche prima che scoppiasse l’emergenza Covid». I timori per il tessuto commerciale sono tanti, anche perché non si vede la fine di questo ulteriore stallo ai lavori che, invece, avrebbero dovuto riprendere con la Fase 2: «Temiamo fortemente che si possa arrivare a concludere il ponte in alveo ma senza intervenire sul tratto golenale - ci hanno detto - e questo significherebbe un ponte in parte nuovo ma con le stesse limitazioni e disagi di prima. Siamo stanchi, il territorio è stanco: chi di dovere intervenga e saremo ben felici di dire di esserci sbagliati a essere pessimisti».

Fonte Gazzetta di Mantova del 31 maggio 2020
San Benedetto. Il comitato: «Basta ritardi e scarsa trasparenza: prefetto e Regione vigilino, i cittadini sono esasperati»
«Ponte, va commissariata la Provincia»
Il comitato esterna le sue preoccupazioni: dalle ripercussioni sull’economia locale alla tenuta stessa dell’attuale manufatto
San Benedetto Po - Il Comitato perde la pazienza. Di fronte alle ultime vicende che riguardano il tribolato cantiere di riqualificazione del ponte sul Po e le nuove incertezze sulla prosecuzione dei lavori, i rappresentanti dei cittadini esasperati dai ritardi chiedono a prefetto e Regione di intervenire. «La Provincia si è dimostrata incapace di gestire il cantiere - attaccano - chiediamo un Commissario straordinario che sappia portare a termine l'opera come si conviene. Il forte appello è stato illustrato ieri nel corso di una conferenza stampa che il Comitato ha voluto tenere all'aperto, proprio accanto al manufatto che dal 2015 doveva essere riqualificato dopo i danni subiti dal tempo, da lavori non a regola d'arte e, in ultimo dagli eventi sismici del 2012. La chiusura al traffico pesante da quell'anno ha prodotto perdite stimate fra l'1,3 ed il 2% del valore aggiunto prodotto nell'area interessata (53mila abitanti con oltre mille aziende). Il calcolo è fra 20 e 30 milioni di danno l'anno, cioè attorno ai 200 milioni di perdita complessiva. Il ponte doveva essere rimesso a nuovo entro la fine del 2018. Termine poi posticipato più volte. Al momento i lavori sono sospesi e non si sa con certezza quando ripartiranno poiché vi è un contenzioso fra la stazione appaltante, la Provincia di Mantova, citata in giudizio per presunte inadempienze contrattuali dalla ditta esecutrice dei lavori, la Toto costruzioni generali.«Siamo veramente stanchi - attacca Paolo Lavagnini - non più tardi di qualche settimane fa, all'ultimo dei nostri solleciti, la Provincia ci aveva risposto che i lavori sarebbero ripartiti ai primi di giugno. Invece scopriamo che c'è un contenzioso. Che tutto rischia di rimanere bloccato. È l'ennesima prova di scarsa trasparenza della Provincia, di mancanza di collegamento con i territori. Dov'è la guida politica della Provincia? Esiste ancora? Abbiamo portato le foto delle proteste del 1993. Dopo quasi trent'anni siamo ancora qui e sono ancora i cittadini che devono sollecitare le istituzioni che si mostrano sorde. La volontà del Comitato è quella di smuovere ancora l'opinione pubblica perché di fronte all'ennesima difficoltà non abbassi la guardia, ma reagisca facendo squadra.«I fatti dicono che la Provincia non si è mostrata capace di gestire in modo adeguato questo cantiere - prosegue Sandro Cavazzoli - Ì ritardi sono sotto gli occhi di tutti, i disagi e i danni pure. Per questo chiediamo che la Regione, che ha pagato la gran parte del cantiere e il prefetto, che ha un ruolo importantissimo per noi cittadini, vigilino su quello che sta succedendo. E se necessario si proceda a nominare un Commissario straordinario che sappia portare a termine i lavori».Una richiesta forte, che si abbina alla valutazione di una azione legale collettiva. «Le istituzioni le abbiamo incontrate - aggiunge Manuela Braghiroli -. Nel luglio scorso il governatore lombardo Attilio Fontana ci aveva promesso un tavolo di confronto con istituzioni, forze economiche e sociali. Stiamo ancora aspettando. Intanto il nostro Comune ha perso mille abitanti, le iniziative imprenditoriali si spegnono o vanno altrove. Il Comune partecipa a bandi per attrarre le imprese, ma senza la certezza di una viabilità adeguata , quale imprenditore vorrà investire»?Nel frattempo le spese per consulenze, tecnici, avvocati aumentano mentre l'opera resta al palo. «Il ponte è strategico per una vasta area - conclude Lavagnini -. Lo scriveva la Provincia proprio nel bando d'appalto del 2015. Allora perché tutti i cantieri provinciali sono ripartiti salvo questo? Perché proprio qui, se è vero quanto lamenta l'azienda Toto, non inviare la documentazione corretta per ripartire dopo la fase di sospensione Covid»? Per il Comitato sono domande che lasciano l'amaro in bocca e la sgradevole sensazione che su questo ponte si siano giocate partite che hanno poco a che fare con l'interesse dei cittadini. 
Francesco Romani©




Fonte Gazzetta di Mantova del 29 maggio 2020

Nell'accordo nazionale indicati 5 impiegati e 6 operai nel Mantovano
La misura per far fronte agli stop sui cantieri a causa dell'emergenza Covid
Nove settimane di cassa per i dipendenti della Toto

Bagnolo-san benedetto Po - Nove settimane di cassa integrazione a causa dell'emergenza Covid. È il contenuto dell'accordo che è stato siglato dalla Toto spa Costruzioni generali e le organizzazioni sindacali nazionali del settore costruzioni. L'intesa segue le indicazioni contenute nel decreto legge del 18 marzo scorso relativo alle aziende che sono state obbligate a sospendere le attività di cantiere per comunicazione delle diverse stazioni appaltanti. Evenienza che si è manifestata anche a Mantova dove la Provincia ha dato indicazione di stoppare le attività alle ditte occupate nell'esecuzione di appalti di opere pubbliche.L'accordo ha riguardato complessivamente 623 lavoratori, dei quali 104 a livello impiegatizio. Sei i cantieri interessati: il raddoppio della linea ferroviaria Palermo Messina (89 lavoratori interessati); l'adeguamento delle Autostrade dei Parchi (382 addetti); lavori all'autostrada Messina-Palermo (38); alla statale Amatrice-L'Aquila (21); i lavori "Ex statale 413 Romana - Ristrutturazione del Ponte sul fiume Po nei Comuni di Bagnolo San Vito e San Benedetto Po" (5 impiegati e 6 operai) e infine la variante Aurelia alla Spezia (lavoro fermo, 2 dipendenti) olre a 71 dipendenti nella sede principale di Chieti ed in quella operativa.La cassa ha avuto una durata di nove settimane a partire dal 10 marzo scorso e l'intesa sindacale è giunta a fine mese, «ritenendo che alla fine dell'emergenza l'Azienda sarà in grado di riprendere l'attività con tutti i lavoratori sospesi». Ripresa che al momento non è avvenuta.«La Toto sta ancora facendo cassa, ma richiamando gradualmente i lavoratori - spiega Silvio Amicucci, segretario regionale della Fillea Cgil dell'Abruzzo, regione dove ha sede l'azienda - . Non riteniamo vi siamo particolari motivi di preoccupazione. La Holding Toto è sana, il segmento costruzioni risente ovviamente della crisi generale dell'edilizia. Poi non so se a Mantova vi siano particolari problemi con l'appalto che inducano ad un ulteriore stop».Al momento le bocce sono ferme. Toto ha citato in giudizio la Provincia di Mantova giustificando i propri ritardi con mancato rispetto del contratto da parte della stazione appaltante. La palla è al centro e non è escluso che questo forzi la ricerca di una soluzione per uscire dallo stallo evitando il braccio di ferro che caratterizzava da mesi alcuni passaggi del confronto fra l'azienda e l'ente.Intanto una novità viene da Bagnolo San Vito. L'altra sera in consiglio comunale si è ribadita la volontà di creare una commissione che cerchi di capire in modo indipendente la situazione e faccia pressing sui protagonisti della vicenda perché il cantiere del ponte, che oggi ha accumulato un forte ritardo, sia portato a termine nel migliore dei modi. La commissione che vedrà la luce è stata proposta dal consigliere d'opposizione Cristian Landini. «Ci sono tante domande dei cittadini alle quali cercare di dare una risposta - spiega Landini -. Proveremo a farlo chiedendo ufficialmente gli atti, e da quelli capire cosa non sta funzionando». Se a San Benedetto, insomma, è nato un Comitato spontaneo di cittadini, ora anche le istituzioni bagnolesi si muovono per fare chiarezza.
Francesco Romani©

30 maggio 2020 Fonte Mantovauno.it

Ponte S.Benedetto, il Comitato a Provincia e Regione: “Ci spieghino perchè il cantiere è fermo”

SAN BENEDETTO PO – Si è radunato questa mattina il Comitato “Vogliamo il ponte”, gruppo spontaneo di cittadini che sta seguendo da vicino la vicenda legata al Ponte di San Benedetto. Il cantiere, dato in gestione all’azienda abruzzese Toto, al momento è fermo da fine febbraio a causa dello stop forzato per la pandemia da Coronavirus. L’azienda ha messo in cassa integrazione i propri operai e nel frattempo ha citato in tribunale la Provincia su presunte mancanze: il valore della caserma dei carabinieri di via Chiassi, e la mancata trasmissione del Piano di sicurezza e coordinamento post Covid. Una situazione totale di stallo che potrebbe protrarsi ancora a lungo.
“Tutto questo l’abbiamo appreso dai giornali – commenta il portavoce del Comitato Paolo Lavagnini –. Abbiamo mandato una mail a metà aprile alla Provincia, chiedendo lumi sulle prospettive future, dopo le recenti prove di carico. Ci hanno risposto picche, ovvero che i primi di giugno il cantiere avrebbe ripreso la propria attività, Ma con il contenzioso in ballo, chissà quando ripartiranno i lavori. A meno che la Toto ritiri la denuncia”.
Dall’azione singola si passerà ad un’azione comune per sollecitare la Provincia e Regione a dare spiegazioni su questo stop e sul futuro dei lavori. “Dalla prossima settimana ci rincontreremo insieme ai Comuni di San Benedetto e Bagnolo, costituendo un tavolo tecnico, coinvolgendo anche le attività produttive. Speriamo di smuovere qualcosa”. A tal proposito si è mosso anche il Comune di Bagnolo: “E’ stato costituito un Comitato per capire com’è la situazione. Noi siamo aperti a tutti”.
Nel frattempo sorgono punti interrogativi sulla tenuta del ponte: “Sotto il ponte, verso l’attracco fluviale – spiega – c’è una visibile inclinazione del ponte verso sinistra. Una brutta pendenza (vedi foto sopra), secondo noi pericolosa. Dicono che le prove di carico sono andate bene. Non voglio pensare che non sia sicuro, ma visti i recenti fatti di cronaca, la cosa non è delle migliori”.
A farne le spese il tessuto economico del territorio: “La zona industriale è morta, investimenti sul Monastero, sulla chiesa, sul campo sportivo per 2 mln di euro. Ma perchè investire se il ponte rimane chiuso? E poi c’è una cattedrale nel deserto, che è il porto fluviale. Se ci fosse il ponte finito, potrebbe avere una sua funzionalità per le aziende. In questa situazione siamo completamente fermi”.