Fonte Gazzetta di Mantova del 5 marzo 2021
San Benedetto Po, la Provincia punta a garantire il transito per tutto il cantiere
Passerella e golena, affidati gli incarichi
Il ponte in alveo pronto a metà luglio
IL PROGETTO
SAN BENEDETTO PO - Sta ora procedendo speditamente la riqualificazione del ponte di San Benedetto Po, che sconta un ritardo di circa due anni sulla tabella di marcia. Secondo l’ultimo cronoprogramma di lavoro trasmesso dall’impresa che sta eseguendo le opere, la Toto costruzioni, il ponte in alveo sarà completato il 16 luglio prossimo. Ma poiché sarà da sistemare anche il tratto in golena, i tempi si dilateranno sino alla prossima estate. Il timore da sempre espresso da imprese e cittadini della zona era di dover scontare una prolungata chiusura totale, necessaria quando si tratterà di demolire i due tratti dell’attuale ponte, quello in alveo e quello in golena e quindi trasferire sui nuovi piloni le due parti nel frattempo costruite. A questo ci ha pensato la Provincia, che mantenendo fede alla promessa di cercare di minimizzare i disagi per la popolazione, ha dato nei giorni scorsi incarico di progettazione tanto del tratto in alveo del ponte, quanto di una “passerella” che consentirà alle auto di attraversare il fiume utilizzando provvisoriamente e il nuovo viadotto. Il progetto prevede di collegare la strada arginale di San Benedetto con l’impalcato metallico del ponte in alveo che sarà posizionato a valle dell’esistente e da qui all’argine di Bagnolo. Le passerelle saranno anch’esse metalliche e su piloni, per garantire la sicurezza. Il costo aggiuntivo sarà in parte compensato dalle quote di rimborso dei biglietti autostradali, calcolate in oltre un milione di euro, che non saranno spese dalla Provincia se ci sarà la passerella. Un secondo risparmio ci sarà se ad accollarsi l’onore del tratto in golena sarà la stessa Toto, che oggi ha il cantiere aperto in alveo. «È l’opzione che auspichiamo - dicono dalla Provincia -. Ma dipenderà dall’intesa che si raggiungerà nell’arbitrato». L’altro punto interrogativo sono gli ostacoli logistici. Nell’area dell’ex cava Rondelli, sarà infatti costruito il ponte in golena. «Pensiamo che possano coesistere assieme - dicono ancora dalla Provincia - ma la verifica finale la faremo dopo avere visto i progetti». Intanto lo stato d’avanzamento degli attuali lavori di riqualificazione da quasi 34 milioni è questa. Dal lato di Bagnolo (la parte più piccola da 150 metri) i due archi che reggono l’impalcato sono stati quasi completati. A sostenerle, tre torri-traliccio provvisorie in acciaio. Quando la base e le due arcate saranno collegate rigidamente fra loro con i cavi di sostegno (i cosiddetti stralli) e saranno posati gli irrigidimenti provvisori, le torri saranno smontate e trasferite sulla sponda di San Benedetto dove è già stato completato l’intero impalcato da 180 metri. Sull’impalcato saranno rimontate le tre torri provenienti da Bagnolo, alzate di 5 metri per raggiungere i 35 totali. A quel punto si monteranno gli archi, i cui pezzi sono già presenti in cantiere. Per quanto riguarda le opere in alveo, al centro del fiume, nel novembre scorso è stata gettata la pila provvisoria e sono in atto le operazioni preliminari per il getto della pila definitiva. Complessivamente, considerando che i lavori sono iniziati a ottobre 2017, si è superato il 50% delle opere eseguite.
Francesco Romani—
